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    <title>Progress Communication</title>
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    <description>La Puglia raccontata dalla nostra produzione editoriale.</description>
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    <copyright>© 2008 - Progress Communication</copyright>
    <pubDate>Tue, 16 Sep 2008 17:26:56 +0200</pubDate>
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      <title>Progress Communication</title>
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      <title>Luca De Napoli: Noci di luce, di pietra, di vento.</title>
      <link>http://www.procomm.it/news/blogDetail.php?IdTitle=0</link>
      <description><![CDATA[<p>Si dice che la fotografia coglie il mondo in flagranza. Ma le foto di Luca De Napoli ogni volta compiono anche un piccolo miracolo. Da un lato una conferma all'intuizione di Proust, che i veri paradisi sono i paradisi perduti. Dall'altro, anche quando sembrano paralizzate nella nostalgia di un incanto d'altri luoghi e altri tempi, sono sempre il senso di un cammino. Questo hanno fin qui evocato le sue foto di Puglia, fosse l'eternità degli ulivi contorti nella fatica di vivere, i mari balucinanti di antico sapiente sole, le terre strappate alla condanna della pietra, le mani nodose dei contadini, il solco lungo il viso dei marinai, il lampo del volto di un santo, la tenerezza di un filo d'erba, il lavoro di una gente severa, il futuro figlio di un passato. Così a Noci abbagliata di luce sul bianco dei muri, scolpita di chiancarelle dei tetti, ingentilita di fiori e balconcini, assopita nelle sue stradine. Uno fra i centri storici più belli di una regione che fa a gara con se stessa. E del quale l'obiettivo di Luca De Napoli dona squarci, prospettive, brividi, angoli, palpiti figli di uno spirito dei posti ma soprattutto dell'occhio capace di cogliere una poesia, di fermare un istante, di dare una vita. Così la sua macchina esprime una umanità anche nello scenario più inanimato, racconta un'avventura anche quando sembra più cogliere un'estetica che un'etica, più un'ora sospesa che un respiro. Così Noci vista da Luca De Napoli è un dono contro la distrazione della velocità e l’indifferenza del passare frettoloso, un fulminante fortunato sortilegio dello stupore che non muore.</p>

<p><b>Lino Patruno</b></p>]]></description>
      <pubDate>Tue, 16 Sep 2008 17:26:50 +0200</pubDate>
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      <title>Ulivi di Puglia a Roma</title>
      <link>http://www.procomm.it/news/blogDetail.php?IdTitle=1</link>
      <description><![CDATA[<p>La legge regionale per la tutela degli ulivi è una realtà. Gli ulivi secolari candidati a “patrimonio dell’umanità” esposti a Roma con immagini fotografiche di grande qualità di Luca De Napoli “quasi a scoprire i segreti più nascosti” e le opere pittoriche di Ada Milone sempre ispirate ai grandi patriarchi di Puglia. La campagna di sensibilizzazione, con le opere fotografiche di Luca De Napoli e Ada Milone, iniziata a Bari nel 2001 è proseguita a Strasburgo nel 2002 e poi a Parigi (2004), e nel mezzo, in Italia ad Otranto, a Lecce, a Napoli, a Roma, a Molfetta e tante altre sedi. Si è così rafforzata nel tempo la volontà della Regione Puglia ed in particolare agli assessorati all’ambiente, agricoltura e turismo alla sensibilizzazione della salvaguardia dell’albero monumentale della nostra regione.
<br />L’ulivo, quale simbolo di forza, tenacia, resistenza è l’anima scolpita di questa mostra itinerante che è un florilegio in formato maxi di immagini fotografiche e pittoriche che si offre alla città di Roma con rinnovata ricerca e per immagini in bianco/nero a catturare l’anima del pubblico romano.
<br />L’organizzazione dell’evento/mostra è curato dal COTUP di Bari. 
<br />Vernissage il 21/01 alle ore 19.00 con la presenza del Presidente della Regione Puglia On. Nichi Vendola. Appuntamento alle Scuderie di Palazzo Ruspoli dal 21/01/08 al 27/01/08.</p>]]></description>
      <pubDate>Mon, 21 Jan 2008 19:50:44 +0100</pubDate>
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      <title>Inaugurata a Bari la mostra «Segreti Scolpiti, Ulivi di Puglia»</title>
      <link>http://www.procomm.it/news/blogDetail.php?IdTitle=2</link>
      <description><![CDATA[<p>L’aspetto estetico, ma anche quello religioso, quasi sacrale, degli ulivi ultracentenari di Puglia sono al centro della mostra “Segreti scolpiti”, inaugurata nel “foyer” del teatro Piccinni e che chiuderà i battenti il 23 settembre prossimo. Una mostra imperniata sulle suggestive maxi-fotografie di Luca De Napoli e sulle opere grafico-pittoriche di Ada Milone.
<br />L’evento – che si avvale dell’organizzazione della “Progress Communication” - ha avuto il batttesimo di un folto pubblico entusiasta che ha fatto corona agli oratori che si sono alternati sul palco del Piccinni. In apertura di serata – dopo un primo approccio degustativo (in onore del “festeggiato” è stato possibile assaporare olive, rigorosamente pugliesi, nelle diverse varianti e le “pucce” salentine, ossia panini con impasto di olive nere) – è toccato a Luca De Napoli introdurre gli ospiti, dopo aver ringraziato gli sponsor e sottolineato che la mostra vuole essere soprattutto un atto d’amore verso la Puglia olivicola. Quindi ha dato la parola al “padrone di casa”, l’assessore alla cultura del Comune di Bari, Nicola Laforgia. Che non ha esitato ad elevare un peana in onore dell’ulivo, osservando che, quelle di De Napoli, sono “fotografie che creano emozioni”.
<br />A sua volta l’assessore regionale all’ecologia, Michele Losappio - prendendo le mosse dalla legge regionale, recentemente approvata all’unanimità, che mira alla tutela degli ulivi monumentali per sottrarli all’espianto-rapina - ha detto che i due artisti di livello internazionale, Luca ed Ada, lanciano un ponte verso la Fiera del Levante, e quindi verso il Mediterraneo, culla di tante civiltà ma anche patria privilegiata dell’albero sacro a Minerva.
<br />Sulla mediterraneità si è soffermato anche il prof. Giovanni Dotoli , ordinario di lingua e letteratura francese all’Università di Bari, per mettere in risalto la vetustà dell’ulivo – “è nato prima del Colosseo” - che con la sua imponenza scultorea concorre ad esaltare una terra di bellezza, quale è il Sud.
<br />E, dulcis in fundo, il concerto di René Aubry e Davide Viterbo., che ha riscosso i calorosi consensi di un pubblico plaudente ed entusiasta.</p>]]></description>
      <pubDate>Sun, 09 Sep 2007 20:07:16 +0200</pubDate>
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      <title>Ada Milone scende in campo anche con opere pittoriche a colori</title>
      <link>http://www.procomm.it/news/blogDetail.php?IdTitle=3</link>
      <description><![CDATA[<p>Sorpresa! Ada Milone scende in campo anche con opere pittoriche a colori.</p>

<p>Questa volta Ada Milone ha voluto fare un'eccezione. All'ultimo momento, quasi alla vigilia della mostra "Segreti scolpiti, ulivi di Puglia"-inaugurata venerdì 7 settembre nel "foyer" del teatro Piccinni, mostra che vede in passerella le sue opere grafiche insieme con le fotografie del marito Luca De Napoli - ha deciso di tirar fuori la sua variegata tavolozza e di esporre anche lei alcune opere grafico-pittoriche che mettono in risalto la dimestichezza con le delicate "nuances" dell'arcobaleno. C'è anche chi parla - i soliti maligni, purtroppo, non mancano mai - di gelosia sotterranea che sarebbe alla base dell'improvvisa svolta. Gelosia che avrebbe indotto la pittrice ad agire in tal senso. Insomma, Ada avrebbe fatto ricorso alle accattivanti policromie per non essere di meno al consorte che, come noto - oltre alle suggestive maxi-fotografie in bianco e in nero, presenta anche alcune immagini a colori che hanno pur sempre per oggetto l'albero sacro alla dea Minerva. L'interessata, ovviamente, respinge in proposito ogni addebito: la decisione di scendere in campo con delle opere a colori era già nell'aria, II problema più difficile da risolvere era quello legato al fattore tempo, in quanto urgeva portare a termine, in un batter d' occhio, alcuni "assaggi" che erano rimasti incompiuti sulla tela e che pertanto avevano bisogno di un accurato "maquillage" per essere portati a compimento. Di qui la piacevole sorpresa, resa possibile dalla tenace ed ostinata volontà dell'artista barese di giungere in tempo utile alla meta. Ed il traguardo è stato tagliato, senza alcun ricorso a tempi supplementari in quanto Ada non si è concessa un attimo di tregua, pur di poter offrire al pubblico degli estimatori quella... marcia in più dovuta proprio all'uso del colore.</p>]]></description>
      <pubDate>Sat, 08 Sep 2007 09:19:56 +0200</pubDate>
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      <title>Misteriosi, come i vaticini della Sibilla gli sguardi fotografici di Luca De Napoli</title>
      <link>http://www.procomm.it/news/blogDetail.php?IdTitle=4</link>
      <description><![CDATA[<p>Il segreto della “scrittura di luce” di Luca De Napoli? Risiede senza dubbio nella profonda tensione che è alla base del “suo”sguardo fotografico. Sguardo che va al di là di ogni suggestione descrittiva per approdare, attraverso un meditato processo di interpretazione e di astrazione, all’essenza più pura e strutturale della realtà rappresentata.</p>

<p>In altri termini i suoi scatti ci offrono una nuova variante dell’ulivo, visto talvolta nella sua gigantesca possanza, tal’altra vivisezionato in tanti inediti frammenti allo scopo di farci apprezzare il dettaglio; per indicarci, insomma, un percorso arcano che ci porti, sulle orme degli strani vaticini della Sibilla cumana, al disvelamento di questo o quel segreto che madre Natura ha voluto scolpire nel grembo di questi “nonnini” vegetali. Per molti versi, però – è bene precisarlo - quegli stessi scatti reinventano la fotografia di paesaggio.</p>

<p>L’avventura creativa di Luca De Napoli inizia con una “Nikon”, una fedele compagna con la quale dividerà il felice esordio, ma anche tanti entusiasmanti successi. Una macchina fotografica che gli cambia la vita - prima Luca si occupava quasi esclusivamente, come grafico pubblicitario, del suo avviato studio, la “Graphidea” - e che deciderà di andare in pensione solo quando avrà la certezza che il suo pupillo è ormai in mani sicure, essendo finito tra le braccia di una macchina fotografica che si avvale, in via esclusiva, di una pellicola tradizionale.</p>

<p>Ne abbiamo una convincente riprova nell’ultimo evento – la mostra “Segreti Scolpiti, Ulivi di Puglia” in corso al Teatro Piccinni dal 7 settembre – dove sono in passerella i suoi maxi-scatti, in bianco e nero e a colori, insieme con le opere pittoriche della moglie Ada Milone. E proprio qui – dicevamo – si ha contezza delle sue capacità interpretative, quasi istrionesche: il nostro Luca riesce a far coincidere il proprio occhio fisiologico con quello meccanico della camera trovando, con l’ausilio della ricerca e l’apporto dell’esperienza, un delicatissimo punto di equilibrio tra ottica e mimesi figurativa. Dove piatte e morbide campiture di verdi e di bruni occhieggiano tra l’azzurro del cielo, dove la profondità prospettica, talvolta solo accennata, punta ad esaltare, con estrema sensibilità, la bellezza sintetica degli spazi. Gli uomini sono assenti, ma l’atmosfera è sottilmente impregnata di profonda umanità e di nette scansioni cromatiche. E così le sue foto – pur avendo come oggetto gli ulivi di Puglia - diventano immagini senza confini geografici, sospese in una poetica e luminosa dimensione atemporale, capace di captare l’anima essenziale ed archetipa della realtà pugliese, trasformandola e sublimandola in visioni .di taglio quasi metafisico. Immagini che – scattate in diverse condizioni di luce e di tempo, attestano, nella loro semplicità minimale, un valore assoluto e immutabile: chi sa vedere, vede il mondo che ha dentro di sé”.</p>]]></description>
      <pubDate>Wed, 05 Sep 2007 09:59:47 +0200</pubDate>
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      <title>Sulle orme dei pittori delle ombre gli ulivi &quot;rivisitati&quot; da Ada Milone</title>
      <link>http://www.procomm.it/news/blogDetail.php?IdTitle=5</link>
      <description><![CDATA[<p>Di primo acchito, la sensazione più immediata che si avverte al cospetto delle opere grafiche di Ada Milone è che l’artista voglia offrirci una chiave di lettura per vincere dapprima il disorientamento iniziale e, poi, punti a farci muovere più agevolmente negli ascosi meandri della sua arte che, con moto quasi pendolare, oscilla tra due percorsi antitetici: astrattismo e figurazione. L’intento prioritario è quello di conciliare le due dicotomie, apparentemente insanabili, per approdare ad una sintesi che faccia convogliare tutte le luci della ribalta sul protagonista assoluto della mostra “Segreti Scolpiti”, ossia sull’ulivo pluricentenario della nostra Puglia.</p>

<p>Insomma, Ada Milone è pienamente consapevole che il mondo stia dando un colpo di accelerazione alle sue prospettive e abbia bisogno pertanto di nuove forme di espressione e di nuovi territori immaginari. Di qui la sua meticolosa indagine sugli ulivi centenari; di qui la sua ostinazione a volersi mettere a frugare, con la caparbietà di un’entomologa, nelle rugosità di quei tronchi monumentali che assumono le sembianze ora di un solitario Golia che voglia rilassarsi dalle fatiche del quotidiano, ora di un aitante e nerboruto giovanotto che voglia conquistare le grazie di un’avvenente fanciulla in fiore.</p>

<p>E così, grazie ad una tavolozza essenziale che, sulle orme dei pittori delle ombre, si avvale di due colori primari – il bianco e il nero – l’artista, messe in un cantuccio le policrome “nuances” dell’arcobaleno, dà via libera alla sua effervescente creatività per dipingere “la vie secrète des choses”, per evocare il nucleo ambiguo e problematico che soggiace a ogni apparenza allo scopo di portare alla luce, con un’estetica vibrante, le valenze più misteriose e occulte dissimulate sotto la compatta ma enigmatica superficie della realtà.</p>

<p>E se il marito Luca De Napoli si serve della sua fedelissima “Nikon” per svelare, attraverso una sequela di scatti indagatori, il volto segreto degli ulivi, lei, Ada, intinge il pennello ora nel bianco, ora nel nero, per dare vita a quella miriade di segni semicircolari che puntano ad esaltare le mirifiche prodezze di Madre Natura, mettendo a nudo quell’archetipo istinto vitale che alberga, sempre vivo, nonostante gli inevitabili acciacchi dell’età veneranda, in queste mega-sculture vegetali. Che si stagliano con la loro mole possente, simile a quella dei giganti di pietra di Stonehenge, nel singolare e suggestivo panorama della Puglia olivicola.</p>]]></description>
      <pubDate>Mon, 03 Sep 2007 11:15:27 +0200</pubDate>
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      <title>Nei centenari &quot;Ulivi di Puglia&quot; anche un pizzico di erotismo</title>
      <link>http://www.procomm.it/news/blogDetail.php?IdTitle=6</link>
      <description><![CDATA[<p>Sapevate che l’ulivo, specie quello che dimora in Puglia, dal Gargano all’estremo lembo del Salento, ha una marcia in più, quanto a carica erotica ed energia erculea, infusagli da Giove? Lo abbiamo appreso – con una certa meraviglia ed anche con un po’ di incredulità – da un maestro della fotografia, Luca De Napoli, che da qualche tempo – grazie ai ripetuti scatti della fedelissima macchina fotografica, rigorosamente caricata con pellicola tradizionale - sta dedicando con la “scrittura di luce” la sua attenzione agli ulivi pluricentenari di Puglia, riuscendo a carpirne i “Segreti Scolpiti” nei meandri dei tronchi e a farli oggetto di una serie di mostre in Italia e all’estero. Lo attesta anche l’evento più recente, in programma a Bari dal 7 settembre al Teatro Piccinni, dove sono in passerella sia gli ultimi “clic” di Luca De Napoli, sia le opere grafiche della moglie Ada Milone. Sia lui che Ada ce l’hanno messa tutta per offrirci non solo un peana all’albero caro a Minerva, ma anche per lanciare un severo monito a chi mette in atto attentati all’ambiente, tra i quali primeggia l’espianto-rapina di annosi e scultorei esemplari da portare al Nord per abbelllire ville e giardini di danarosi committenti.
<br />E veniamo ora a quel pizzico di erotismo infuso da Giove negli alberi monumentali. Si narra dunque che il padre degli dei, dopo un’ennesima scappatella, sia stato costretto dalla gelosissima moglie Giunone a darsi una regolata. E allora lui, allergico alla vita casta e maritale, per ammazzare il tempo non trovò di meglio che indire una singolar tenzone tra gli abitanti dell’Olimpo: avrebbe vinto la gara chi avesse inventato la cosa più utile all’uomo. Poseidone fece sgorgare da una roccia acqua di mare; Minerva, invece, puntò le sue “chances” sull’ulivo, dalle cui drupe sgorgava un oro liquido.</p>

<p>Vinse, dunque, Minerva con quell’albero così nodoso e forte, il cui aplomb da “maschio che non deve chiedere mai” – come recita un noto slogan pubblicitario - aveva conquistato letteralmente il… guerriero a riposo. Il quale aveva già fatto un pensierino godereccio per le future metamorfosi: invece di trasformarsi in pioggia d’oro, come aveva fatto per concupire Danae, oppure in toro per rapire Europa, la bellissima figlia di Agenore, re dei Fenici, avrebbe assunto le sembianze di un ulivo. Un ulivo sui generis, però: che celava la tempra di uno stakanovista dell’alcova.</p>

<p>E proprio ulivi siffatti possiamo ammirare nelle immagini di Luca De Napoli e di Ada Milone, immagini che se da un lato esaltano la rude possanza del protagonista della mostra, che con le sue tenaci radici riesce a trovare un saldo appiglio, forando persino la dura pietra della Murgia, dall’altra esprime una sorprendente levità impalpabile ed evanescente dovuta ad una mano muliebre, quella di Ada Milone.</p>]]></description>
      <pubDate>Mon, 03 Sep 2007 08:05:36 +0200</pubDate>
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